Iuliana Mirza

Naturopatia e benessere olistico

Il pane degli Dei conquistò anche Verdi

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Il kaki conosciuto anche come Loto, Mela d’Oriente e Loto del Giappone, è originario delle regioni calde della Cina. In Giappone, dove è usato per la produzione di un vino a bassa gradazione alcolica, è stato definito “albero delle sette virtù“: la lunga vita, la grande ombra che l’albero offre, l’assenza di nidi e di tarli, grandi foglie con cui giocare, il frutto dolce e zuccherino, dalle sue foglie si ricava un bel fuoco ed un ottimo concime naturale.
kaki
In Europa il Kaki(il suo nome scientifico è Diospyros,  ovvero “pane degli Dei”) fece la sua comparsa come pianta ornamentale, verso la fine del 700, mentre in Italia il primo esemplare fu piantato nel 1871 nei giardini di Boboli a Firenze e pare che uno dei primi ghiotti ammiratori fu Giuseppe Verdi.
Perché gustare i Kaki in questo periodo dell’anno, magari raccogliendoli direttamente dall’albero che cresce nel giardino di casa? Perché a novembre, quando il freddo si fa pungente, l’organismo ha bisogno di fare scorta di sostanze nutrienti e rinforzanti, come il glucosio e le vitamine A e C di cui questo frutto è ricco. Inoltre, nel mese in cui lo stress lavorativo è al culmine, il Kaki(che è leggermente lassativo) contribuisce a depurare in modo naturale l’intestino che, se funziona al meglio, stimola una corretta risposta immunitaria.
Il Simbolo dell’albero
I Kaki, che maturano quando l’autunno si prepara a cedere il passo all’inverno, sono frutti zuccherini e ricchi di proteine vegetali. A livello simbolico, il colore dei kaki richiama la luminosità estiva: consumare questi frutti equivale quindi a trasferire all’organismo una “scorta” di calore e di energia estiva. La polpa ha anche notevoli virtù antibatteriche.
Utilizziamolo anche per i disturbi e le malattie associate a disequilibri a carico del chakra arancione, il 2° chakra (tensioni addominale, cistiti, vaginiti, cisti ovariche, fibromi uterini, emorroidi, colon irritabile). Come sappiamo, nel lungo e medio periodo accostarci al colore arancione(che sia l’abbigliamento, gli alimenti, la cromoterapia, …) consente di corregge gli squilibri emozionali legati al chakra arancione, riequilibrando importanti funzioni energetiche legate all’ombelico.

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Autore: iulianamirza

Sono una naturopata professionista in terapie naturali specializzata sull'alimentazione e sull'integrazione nutrizionale.

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