Iuliana Mirza

Naturopatia e benessere olistico

Oligoterapia

 

L’integrazione dell’Oligoterapia con la Fitoterapia mi ha permesso di agire in molti casi, anche difficili ed ottenere risultanti più importanti rispetto a quelli che si potevano ottenere con le due metodiche separatamente. Se gli oligoelementi sono scelti bene i risultati non tardano a notarsi anche dopo poco tempo.
Il termine “oligoelementi” viene usato nei paesi europei per indicare quegli elementi chimici, metalli per lo più, che sono presenti in piccolissime tracce nella materia vivente, in una concentrazione uguale o inferiore allo 0.01% del peso secco umano.
Nonostante si presentino all’interno del corpo umano in una concentrazione cosi ridotta, gli oligoelementi sono assolutamente indispensabili e una loro carenza può determinare l’alterazione di numerose attività. La scienza della nutrizione umana ha individuato una decina di oligoelementi che sono stati definiti essenziali. Sono considerati oligoelementi essenziali quelli che sono presenti in tutti i tessuti sani di tutti gli organismi viventi, hanno una concentrazione nei tessuti relativamente costante e riescono a prevenire o guarire, mediante il loro apporto, le affezioni provocate da carenza di questi oligoelementi. Gli oligoelementi che sicuramente sono da considerarsi essenziali sono: ferro,rame, zinco, manganese, iodio, molibdeno, fluoro, cromo, selenio, cobalto. Questi elementi essenziali intervengono infatti in numerose funzioni all’interno dell’organismo umano: come costituenti ormonali, come parti di molecole e come cofattori di enzimi. E’ proprio in quest’ultima funzione fondamentale che gli oligoelementi giocano il loro ruolo più importante poiché agendo nelle diverse reazioni enzimatiche permettono agli enzimi stessi di esprimere la loro massima attività. Per cui, se gli enzimi sono indispensabili alla vita, lo sono anche gli oligoelementi.
Queste considerazioni ci portano a riflettere sulla necessità di conoscere a fondo quali siano i fabbisogni giornalieri degli oligoelementi essenziali, quali ne sono le fonti alimentari, che conseguenze negative si producono e a carico di quali organi o apparati, quali siano le eventuali metodiche salutistiche per evitare le carenze e/ o per ripristinare le lacune. E’ provato infatti che reintroducendo gli oligoelementi metallici carenti, prima che la malattia provochi lesioni irreversibili, si corregge lo stato di carenza locale o generale, si compensa il deficit enzimatico, si riequilibra il metabolismo e pertanto si ritorna allo stato di salute o quanto meno si blocca l’evoluzione della malattia funzionale. Se una carenza di oligoelementi provoca alterazioni funzionali o strutturali di vario tipo e se la somministrazione dell’oligoelemento in questione riesce a migliorare lo stato provocato dalla sua carenza, si può individuare un’analogia fra gli oligoelementi e le vitamine. Come esse inducono nell’organismo delle alterazioni quando sono carenti nell’alimentazione e riportano allo stato di salute quando vengono reintrodotte in maniera idonea. In questo caso, vista l’analogia tra vitamine e oligoelementi, possiamo considerare gli oligoelementi come integratori alimentari e non come farmaci sia pure naturali. Se mai, la differenza fra gli oligolementi e le vitamine può essere il fatto che gli oligoelementi fanno parte del nostro organismo.
L’oligoterapia riporta ordine e armonia dove vi è squilibrio e disarmonia, quindi deve essere considerata come trattamento causale che tende a rimuovere le cause e non solo gli effetti di un problema di salute.oligotherapie

Gli oligoelementi sono presenti un po’ in tutti i più comuni alimenti e tranne pochi casi particolari, le diete nei paesi occidentali sono sufficienti a garantire il soddisfacimento dei fabbisogni giornalieri dei vari nutrienti. Nonostante questo, si incontrano spesso situazioni di carenza dovute ad alcuni processi di trasformazioni industriali ma anche casalinghi degli alimenti. Inoltre, esistono situazioni fisiologiche o terapeutiche che favoriscono il rischio di carenze di oligoelementi.
Per non andare incontro alle carenze di oligoelementi vediamo qualche situazione favorente il rischio:
– nel caso delle donne incinte o che allattano è noto che esiste un aumentato fabbisogno di ferro. Il non soddisfacimento di questo aumentato fabbisogno favorisce il rischio di carenza.
– nella stessa situazione anche se con fabbisogni diversi, si trovano gli adolescenti in fase di crescita e soprattutto le adolescenti perché, oltre alla necessità correlata alla crescita stessa, le prime mestruazioni accrescono questo fabbisogno a causa della perdita di ferro con il sangue mestruale.
gli sportivi sono una categoria di soggetti che, per la loro elevata attività fisica perdono una quantità importante di oligoelementi attraverso il sudore e l’urina, che si può reintegrare con una alimentazione adeguata, tale da compensare queste perdite e l’aumentato consumo energetico. Un caso particolare è quello delle ballerine professioniste che devono mantenere un peso ridotto e quindi, non potendo ricorrere ad un regime dietetico ipercalorico, necessitano di adeguate supplementazioni.
– nel caso di diete ipocaloriche, ovviamente giustificate da particolari situazioni cliniche(diabete, ipertensione, obesità) la diminuita quantità di nutrienti porta con sé una diminuzione di apporto di oligoelementi che, invece, devono essere presenti in quantità normali o, talvolta, addirittura in eccesso. Ad esempio si ha una diminuzione dell’apporto di ferro, rame, zinco, manganese se si diminuisce la quantità di alimenti amidacei introdotti, cosa non rara oggi con le moderne diete iperproteiche.
le diete per anziani prevedono riduzioni di apporto calorico dovuto ad un metabolismo rallentato mentre la quota di oligoelementi non deve essere affatto ridotta. L’eventuale squilibrio può determinare situazioni carenziali.
Molti farmaci di sintesi e anche molti rimedi naturali hanno effetti collaterali e controindicazioni. Per quanto riguarda i trattamenti in oligoterapia, non si può parlare di effetti collaterali o di controindicazioni, sempre che si rispettino i dosaggi e le posologie indicate. Se mai, si tratta di cautele da osservare più che di controindicazioni. E’ tuttavia noto che, per ottenere un risultato terapeutico soddisfacente, è necessario associare agli oligoelementi diatesici uno o più elementi, detti complementari, che agiscono selettivamente su un determinato organo o su un particolare sintomo. In generale i fitoderivati non sono in grado di realizzare una terapia diatesica(in base alla predisposizione costituzionale) e pertanto si limitano ad agire a livello di organo e/ o sintomo, senza influire sulle cause della malattia.
Abbiamo la possibilità di associare gli oligoelementi diatesici con i trattamenti omeopatici, con la fitoterapia come già accennato all’inizio, non esistono incompatibilità assolute con altre terapie, è anche possibile associare alcuni trattamenti allopatici con l’oligoterapia.

Torna alla pagina “Consulti” per vedere l’elenco completo di tutti i trattamenti e consulti …

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