Iuliana Mirza

Naturopatia e benessere olistico


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L’ipnosi come metodo per curare sofferenze fisiche e mentali

“Dentro di noi, possediamo tutte le risorse di cui abbiamo bisogno per far fronte alle nostre sfide evolutive.”
Milton Erikson

Sapevate che l‘ipnosi non è un potere miracoloso o una forza mistica?
È una capacità perfettamente normale e naturale della nostra mente e del nostro corpo – proprio come il sonno e la veglia. In realtà, assomiglia molto all’esperienza che facciamo quando stiamo per addormentarci o quando stiamo per svegliarci.ipnosi1
Gli stati di coscienza modificati sono antichi quanto la stessa civiltà umana. In India, la meditazione o altri stati “vicini” all’ ipnosi sono storicamente attestati da più di tremila anni fa. Gli antichi egizi e greci avevano “templi del sonno” e in molte culture orientali la guarigione veniva compiuta seguendo gli stati speciali di coscienza. A volte associato al misticismo occulto, avvolto nel mistero e dominato da miti propagati dai film di Hollywood, la sola idea di ipnosi a volte genera una reazione normale che le persone hanno quando si incontrano con qualcosa di nuovo e sconosciuto, scetticismo,  e a volte persino paura.
L’ipnosi ericksoniana è un approccio terapeutico moderno iniziato da Milton Erickson, che sembra eserciti un’influenza grande come S. Freud ai suoi tempi.
L’ipnosi può aiutare in tante cose, dalla perdita di peso alla paura di parlare in pubblico, dal fumo ai problemi del sonno, per ridurre i sintomi: nelle ustioni, nell’ intestino irritabile, nelle malattie dermatologiche del dolore, ecc.  L’ipnoterapia è uno degli approcci con ottimi risultati nello stress. Continua a leggere

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Stop allo Stress!(1) Farmaci? No, grazie!

stress
E’ un nemico insidioso, invisibile, che compromette il benessere della nostra vita. Lo stress è uno stato costante di tensione, la sgradevole sensazione che le cose non girino per il verso giusto e di fronte al quale ci sentiamo impotenti. Se non lo fermiamo in tempo, lo stress può generare nemici ancora più difficili da combattere.
E non mi riferisco soltanto al famoso “stress da rientro” ma anche allo stress di tutti i giorni.

Le ricerche sulle patologie legate allo stress investono diversi ambiti fornendo elementi sempre nuovi in grado di aiutare a comprendere la genesi di molte patologie somatiche. Ormai oggi, la maggior parte delle persone che si presentano nel mio studio con varie problematiche di salute fisica, si portano dietro purtroppo da tanto tempo delle problematiche psicologiche che incidono sulla loro salute fisica.
La Psicosomatica è la disciplina che studia i legami tra i fattori psicologici (Psiche) e quelli fisiologici(Soma). La psicosomatica presta attenzione, quindi, non solo alla manifestazione fisiologica della malattia, ma anche all’aspetto emotivo che l’accompagna.
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Gestiamo l’ansia e la preoccupazione

Rimuginiamo troppo sui problemi?
Quando qualcosa ci fa stare male, pensiamo: “Stavolta non riesco a uscirne!”?
Pensiamo troppo ostinandoci ossessivamente a focalizzarci su ansie e problemi che oltre a farci sprecare tempo ed energie incrinano la nostra serenità?
I pensieri ossessivi generano ansia.
ansia

Non è facile evitarli, ma posso cercare di controllarli o ridurli al minimo, con una serie di stratagemmi.
Faccio esercizio fisico: l’attività fisica causa effetti biochimici(ad esempio la secrezione nel cervello di sostanze come la noradrenalina e la serotonina) che hanno un impatto positivo sul umore e sul pensiero.
Trovo appoggio negli altri: parlare con amici o persone di fiducia mi può aiutare a organizzare i miei pensieri e smascherare i miei timori infondati. Continua a leggere


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I danni della svalutazione personale: come una scarsa autostima influenza il nostro corpo e la nostra mente(2) I disturbi alimentari

Nella nostra società le emozioni in generale vengono scoraggiate. Benché senza dubbio il pensiero creativo, come ogni altra attività creativa, sia inseparabilmente legato alle emozioni, è diventato un ideale pensare e vivere senza emozioni. Essere emotivo è diventato sinonimo di instabile e squilibrato.
Erich Fromm

Spesso utilizziamo il cibo come anestetico per combattere i nostri malesseri emozionali.
Il cibo è l’ansiolitico naturale per eccellenza, la nostra prima fonte di piacere come avveniva con il latte materno. Da piccole, il cibo è ricompensa o punizione. Questo condizionamento spesso ci accompagna da adulte nello sviluppo personale.
A tutti gli effetti il cibo è un grande “tappabuchi”, una risorsa che viene utilizzata per riempire vuoti e incertezze.
Anche nelle persone affette da anoressia e bulimia la bassa autostima é uno dei principali punti deboli, non si piacciono non solo come corpo ma soprattutto come persone. La grande maggioranza delle persone che si abbuffano non ha un “disturbo alimentare”:“Controllando ossessivamente il proprio aspetto fisico, queste persone cercano disperatamente di ritrovare, o di ricostruire, una autostima ed una fiducia in se stesse che non riescono a trovare altrove dentro di sé.

distalim

Ci sono molti dati che indicano che i disturbi del comportamento alimentare si sviluppano solitamente durante l’adolescenza o nella prima età adulta. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che stare a dieta nelle donne è particolarmente frequente in queste fasce di età. La dieta, a sua volta, sembra essere il risultato di due effetti opposti. Continua a leggere


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L’ansia: dare voce a se stessi

Che cos’è l’ansia? Cosa bisogna fare quando arriva l’ansia?
Le risposte a queste due domande determinano la differenza tra sofferenza e felicità.
L’ansia è un disturbo che può portare ad attacchi di panico e preoccupazione eccessiva.ansia
Uno degli effetti negativi legati agli attacchi di ansia/ panico è che la persona che ne soffre spesso sa che le sue paure siano infondate, ma non le può evitare. Coloro che provano ansia e panico per la prima volta potrebbero pensare di avere una grava malattia o anche che potrebbero morire.

Gli attacchi di panico riguardano brevi periodi di ansia intensa che raggiungono un picco entro 10 minuti.
Quando arriva l’ansia, tutti abbiamo degli atteggiamenti tipici: proviamo a mandarla via, andiamo alla caccia delle cause e infine cerchiamo di cambiare noi stessi, cerchiamo di passare oltre, di rassicurarci, di non pensarci.
Invece quando arriva l’ansia non combatterla e non chiederti il perché. Falle spazio, ha tanto da insegnarti!
Accogliere, guardare, osservare senza dare giudizi: è questa la prima “buona azione” da fare per te stesso quando l’ansia ti “visita”. Continua a leggere