Per il senso di affaticamento, le cause emotive sono determinanti.
I problemi legati alla situazione economica, ai conflitti irrisolti con il partner, i figli, i colleghi o il capo, possono portare alla rottura di relazioni e richiedere, a volte, anche l’intervento di uno specialista.
Nel caso di condizioni di tensione prolungate o ripetute, le funzioni fisiche non riescono mai a tornare alla normalità; questo tipo di stress logora l’organismo e predispone alla malattia. Tali reazioni, però, possono, con la pratica, essere modificate.
Quando le riserve energetiche sono esaurite, vanno ricaricate, in modo tale che, se doveste incorre in qualche malattia, non vi trovereste prive di difese. Occorre risalire a tutte le possibili cause di stanchezza nella vostra vita e stabilire un programma per superarle.
Riducete, per quanto possibile, il carico del lavoro. Abbiate una chiara visione dei vostri limiti. Imparate a dire di no senza per questo sentirvi in colpa.
Trovate una via per dividere con il partner e i figli il lavoro domestico. Allo stesso tempo riducete, sempre per quanto è possibile, le attività domestiche: se pure vi capita di non riuscire a portare a termine una faccenda non vi preoccupate; fatevi aiutare dagli altri membri della famiglia. Non vale la pena avere un’abitazione che sembra uscita da una rivista di arredamento se la dovete pagare con la salute.
Evitate di seguire diete e cominciare a nutrirvi in modo appropriato , con molta frutta fresca, verdure e cereali. La medicina tradizionale tende a non considerare la grande differenza tra un cibo integro e vivo e uno lavorato e trasformato. Cercate di non restare troppo tempo senza mangiare.
Anche la natura può darci una mano. Esistono alcune erbe che aiutano l’organismo a ricaricarsi, contrastando disturbi molto comuni come l’insonnia, la stanchezza, i cali di concentrazione e l’irritabilità. Si tratta delle piante adattogene come l’Eleuterococco, la Damiana, la Primula, il Ginseng o la Rhodiola. Continua a leggere
Alcune riflessioni importanti sul latte
Avevo già affrontato questo argomento nel passato ma visto che quasi tutti i giorni mi confronto con casi che hanno a che fare con “l’intolleranza” ai latticini e con i problemi ad essa correlati, ho pensato di ritornarci su ed aggiungere qualche considerazione in più rispetto a quello che avevo già scritto.
Il latte umano e il latte vaccino non hanno la stessa composizione chimica. I bisogni del vitello differiscono da quelli del bebè. Il vitello diventerà adulto a tre anni, il bambino a venti. E questo è solo per quanto riguarda l’aspetto fisico.
Il vitello non svolgerà le stesse attività dell’uomo, ed è molto probabile che il latte della donna contenga delle sostanze che permettono al cervello del bambino di svilupparsi più armoniosamente. I quattro stomaci del vitello dispongono di un arsenale enzimatico ben diverso di quello dell’unico stomaco umano. Sono anche differenti gli enzimi biliari, pancreatici e intestinali.
Il latte di mucca permette al vitello di costruire rapidamente una grande quantità di tessuto osseo, ma poco tessuto nervoso. L’uomo al contrario si accontenta di una crescita ossea lenta, ma deve poter sviluppare un cervello voluminoso e complesso. Infatti, il bambino nutrito con latte vaccino cresce senz’altro in fretta, ma questo aumento è ottenuto tutto a scapito della resistenza, della consistenza e qualità dei tessuti, della salute e della longevità dell’individuo.
Non è quindi cosi sorprendente che il quoziente di intelligenza QI dei bambini nutriti con latte materno sia in media più elevato rispetto a quelli nutriti con latte di mucca.
Alcuni specialisti hanno proposto di portare alcune modifiche al latte di mucca, affinché possa in qualche modo assomigliare al latte umano. Cosi è stato preparato un “latte di mucca maternizzato”. Vengono cambiate le proporzioni di alcune proteine, si eliminano alcuni acidi grassi polinsaturi, si riaggiusta il tasso vitaminico e minerale. Continua a leggere
Il racconto di una mamma in gravidanza
Il racconto di una mamma in gravidanza
In gravidanza si può condurre benissimo una dieta vegetariana ovviamente con qualche accorgimento in più. Adesso vorrei condividere con voi il racconto di una mamma a proposito di una dieta vegetariana in questo importante e meraviglioso momento della vita della donna.
“Negli ultimi 4 anni ho osservato una dieta vegetariana, mangiando però uova e pesce. In passato invece finivo col
cedere davanti ad un bell’arrosto! Un giorno mi sono trovata in mezzo al traffico accanto ad un camion che trasportava animali. Uno dei vitellini mi ha guardato negli occhi e io sapevo bene che fine avrebbe fatto. Da allora non sono più riuscita a mangiare la carne… Continua a leggere
Allergia al latte: insonnia ed enuresi
Tanti genitori fanno sforzi enormi per mandare a dormire i propri figli senza rendersene conto che le allergie alimentari possono essere la causa della loro iperattività.
Il latte di mucca è tristemente coinvolto nelle forme di reazione immunitaria più frequenti contro gli alimenti ed è senz’altro in testa alle classifiche delle allergie e intolleranze alimentari.
Durante la gravidanza, il feto, tramite il sangue, riceve tutto ciò che la mamma ingerisce. Per cui, quando allatta, la mamma che è diventata intollerante ai latticini, trasmette la sua allergia al bimbo che insieme al latte riceve cosi dei “ pezzetti di mucca” che ovviamente lo irritano. In seguito, il lattante inizia a manifestare vari sintomi come la dermatite, le coliche gasose, segni di nervosismo, stitichezza o Continua a leggere
Le allergie e intolleranze alimentari del bambino
Di fronte alla recrudescenza dell’allergia alimentare nei bambini, se vi è un periodo della vita in cui è sensato scegliere un’alimentazione biologica è durante la gravidanza e poi la prima infanzia.
Anche i pediatri riconoscono all’unanimità l’aumento del numero di bambini allergici a certi alimenti. L’inquinamento è in generale il primo fattore incriminato, ma bisogna sapere che non ha creato allergie: chi aggrava la situazione é il terreno.
Inoltre, l’industria alimentare non esita a utilizzare additivi alimentari, più o meno tossici. Purtroppo non è tutto: in effetti bisogna sapere che le allergie primarie possono cagionare una seconda allergia. Nasciamo allergici ed intolleranti a tutto per “acquisire” la tolleranza con lo svezzamento e poi durante tutta la vita.
Ma adesso vediamo qual è la differenza tra le allergie e le intolleranze: Continua a leggere